“Invito alle immagini”

Numero speciale  del mensile di politica arti lettere del Guf di Forlì (1943)

 

Sulle colonne di Pattuglia, il giornale del Guf di Forlì sul quale scrivono Walter Ronchi e Guido Aristarco,  Ugo Casiraghi appare in una sola, decisiva occasione. Ai sopracitati appartiene l’idea di curare un doppio numero speciale “dedicato al cinematografo […] per la creazione di un cinema cinematografico[1] che conti i contributi dei giovani critici e cineasti attivi sul suolo nazionale. Sotto le armi sul fronte albanese, Casiraghi ne viene a conoscenza attraverso le anticipazioni pubblicate sulle riviste Film e Cinema dei primi di Novembre e puntualmente si informa con Viazzi sulla natura giornale e sulle firme che vi appaiono: “Beh, quel numero di Pattuglia te lo sei potuto procurare? che giornale è Pattuglia? E chi sono e dove scrivono le seguenti persone?: Piero Bianchi, Egidio Bonfante, Enrico Camporesi, Antonio Ghirelli, Paolo Grassi, Biri Mazzini, Alberto Pasinetti (un altro fratello?)., Miliziade Morelli, Gastone Toschi, Marco Valsecchi (quello di “libro e moschetto”)?[2] Il 12 Novembre dello stesso mese l’amico risponderà punto per punto, rassicurandolo che “Anch’io, forse, collaborerò al numero unico (ci cui dà notizia anche ‘Cinema’ n. 153); che anch’io, come te e gli altri, sono stato invitato”.[3] Sempre per tramite di Viazzi l’invito giunge a Casiraghi verso poche settimane più tardi, datato 29 Novembre 1942 e firmato da Aristarco:  “Caro Casiraghi, ho il tuo indirizzo da Guerrasio e da Viazzi. Sarei ben lieto che anche tu collaborassi al nostro numero. Tutti gli invitati hanno aderito […] Il tuo nome non deve mancare”. Il termine di consegna dev’essere fissato entro il 20 del mese successivo, già che in un’altra lettera a Viazzi scritta la notte di Natale del 42 Casiraghi si interroga sulla sorte del suo scritto: “egli [Aristarco] ancora non m’ha risposto, mentr’io l’avevo pregato di farlo: si vede (è possibile) che l’articolo non è piaciuto, e non andava bene come idee”.[4] In realtà il responso verrà spedito solo cinque giorni più avanti e sarà tutt’altro che negativo: “ho ricevuto l’articolo che va benissimo – gli scrive ancora Aristarco da Ferrara – Neppure una parola verrà tolta”.[5]

Il pezzo Funzione della critica ha in effetti dignità di un vero e proprio manifesto, per la lucidità con cui paga il proprio debito ai mentori (l’attore e cultore del cinema Mario Ferrari, cui stata era intitolata la cineteca di Milano gestita da Lattuada e Comencini) e alle figure pionieristiche di un approccio “serio” della materia (il relatore della prima tesi universitaria Pasinetti e lo storico dell’arte Antonio Fiocco che ne era stato relatore) insistendo al contempo sulla necessità di emancipare la stampa specializzata dal solo interesse popolare o dall’ipoteca dei “letterati” che, quasi per diletto, si occupano della settima arte senza averne le competenze. Emerge da queste righe una piena consapevolezza del ruolo “educativo” che la critica deve assumere verso il pubblico e dell’importanza di un’educazione cinematografica, anche nelle più prestigiose sedi universitarie.

Come il resto del numero – che ospiterà fra gli altri gli interventi di Viazzi, Antonioni, Castellani, Comencini, Campassi, Chiarini, De Santis, Guerrasio, May, Pietrangeli, Paolella, Pasinetti, Gianni e Massimo Puccini e Sabel – l’articolo di Casiraghi è destinato a trovare eco nelle maggiori testate di settore. Gliene riferirà direttamente Aristarco, a poche settimane dall’uscita: “L’Invito sta suscitando grandi scalpori: Non sono mancati gli alibi e gli attacchi. Anche Bianco e Nero e la Stampa hanno parlato del nostro lavoro[6] scrive da Ferrara, con il tono complice di chi sa di aver contribuito a una a lungo auspicata rivoluzione generazionale.

ARTICOLI:

  • “Funzione della Critica”, (vol. II, nn. 2-3, gen.-feb 1943)

 

NOTE:

[1] “Pattuglia. Invito alle immagini”, volantino pubblicitario con appunti a mano, timbro “Guido Aristarco”, Busta 94 “Quaderni film visti da bambino e altro (1935-1938; 1940-48; 1951-54)”, Fondo Casiraghi-Verzegnassi.

[2] Lettera a Jusik Achrafian, 5/11/42, Busta 25 Corrispondenza tra Casiraghi, Yusik Achrafian e Marisa (1941, 1942, 1943), Fondo  Verzegnassi Casiraghi.

[3] Lettera di Jusik, 12/11/42, Busta 25 Corrispondenza tra Casiraghi, Yusik Achrafian e Marisa (1941, 1942, 1943), Fondo  Verzegnassi Casiraghi.

[4] Lettera a Jusik Achrafian, 25/12/42, Busta 44. Corrispondenze tra Ugo, genitori ed altri (1942-1943), Fondo Verzegnassi Casiraghi.

[5] Lettera di Guido Aristarco, 30/12/42, Busta 94 Quaderni film visti da bambino e altro (1935-1938; 1940-48; 1951-54), Fondo Verzegnassi Casiraghi.

[6] Lettera di Guido Aristarco, 23/3/43, Busta 94 Quaderni film visti da bambino e altro (1935-1938; 1940-48; 1951-54), Fondo Verzegnassi Casiraghi.